La tutela delle Nazioni Unite è da sola capace di attrarre mezzo milione di nuovi visitatori
“Quarant’anni di denominazione e cinque secoli di vocazione. Più che un anniversario una nuova nascita”. Così il Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene presenta, in occasione del XII festival internazionale “Vino in Villa” (dal 16 al 18 maggio) le due grandi novità del 2009. «Il riconoscimento entro l’estate della Docg, che eleva ulteriormente il nostro prosecco – spiega il presidente del Consorzio Franco Adami – e la candidatura al riconoscimento Unesco di “patrimonio dell’umanità” per le colline».
In tempi di globalizzazione, dopo l’estensione della Doc a nove province italiane, il Conegliano-Valdobbiadene si gioca la carta del legame col territorio: le sue colline come valore aggiunto, fatto di paesaggio, storia e tradizione. Unico modo per mettersi al riparo da ogni contraffazione. Ventimila ettari, 5mila dedicati a vigneti, 101 colline vogliono diventare una sorta di “parco naturale”. La complessa pratica è nelle mani dell’architetto Leopoldo Saccon , incaricato dalla Regione Veneto e di Marie Paule Roudil, responsabile dell’Ufficio Unesco di Venezia. La loro relazione, che sarà presentata a fine mese, sarà inoltrata al Ministero per i Beni Culturali che a fine anno dovrà sponsorizzarla a Bruxelles. Per l’Italia, sarebbe la prima area ad ottenere la tutela per motivazioni culturali legate alla produzione di un vino.
«Esistono altri esempi in Francia e Portogallo – spiega l’architetto Saccon – e in Italia si fa avanti anche la candidatura del Monferrato. Sotto un profilo della tutela dell’area la Regione sta già realizzando qui il primo Piano Paesaggistico di Dettaglio del Veneto». In ballo, ci sono interessi da capogiro, basti dire che solo il riconoscimento Unesco sarebbe in grado di attrarre 500mila visitatori.
Intanto il prosecco, l’originale dei colli trevigiani, si prepara alla sua vetrina più prestigiosa quella di “Vino in Villa”: presenti quasi 100 aziende (su 180 imbottigliatori) con 300 vini. E poi visite eno-turistiche nei 15 comuni del comprensorio, simposi culturali e menù curati dai migliori chef veneti (tutto il programma su ww.prosecco.it). Tempo di festa, nonostante l’annata 2008 sia stata enologicamente difficile per le eccessive piogge e nonostante i venti di crisi che ridurranno il fatturato. «Non in maniera significativa, le nostre 180 aziende che già esportano in 50 paesi – aggiunge Adami – hanno riserve per contenere la contrazione».
Lara Santi
Fonte: Il Treviso 06.05.2009