Italiani e stranieri non rinunciano al piacere del buon bere. E il Prosecco si salva nella crisi di mercato per qualità, valore e provenienza. India e Singapore i nuovi mercati da conquistare
Giovedì 2 aprile inaugura Vinitaly, manifestazione che più d’ogni altra ha scandito l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale, contribuendo a fare del vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario. Alla fiera non mancheranno i vini della Marca Trevigiana, primo tra tutti il Prosecco.
Che futuro ci potrà essere per la produzione e la commercializzazione del vino in un mercato che sembra essere in crisi sotto tutti i punti di vista? Marca Trevigiana lo ha chiesto a Franco Adami, Presidente del Consorzio per la Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. “La Marca Trevigiana è una zona di grande produzione vinicola, con vini che abbracciano varie fasce di prezzo – afferma il Presidente del Consorzio – perciò il mercato generale è buono anche se soffre della globale crisi momentanea. Ciò si traduce in un contenimento dei listini di vendita che fa soffrire soprattutto i vini di fascia bassa. Il Prosecco nelle sue varie espressioni è ancora il vino che soffre meno”. Pare proprio infatti che anche in tempi difficili italiani e stranieri non vogliano rinunciare allo sfizio e al piacere di una buona bottiglia. A patto però che sia davvero di qualità: a garantire in questo senso buoni valori di produzione e di vendita per il Prosecco è la provenienza e il valore della marca, caratteristiche che lo sostengono in un mercato poco vivace dove il consumatore tende ad avere sempre un occhio di riguardo al prezzo.
Sembra dunque che per Conegliano e Valdobbiadene il futuro si prospetti abbastanza roseo: la qualità e la particolarità dello spumante autoctono, unite al valore della marca, al prezzo abbordabile, alla qualità intrinseca, alla particolarità ed unicità del gusto, all’ottima imprenditorialità e ad un ambiente inimitabile garantiscono sicurezza di produzione e di mercato, anche all’estero. E oltre a Usa, Germania, Svizzera e Regno Unito, mercati già consolidati, c’è una sfida tutta da vincere verso le nuove frontiere di India e Singapore. “Sono mercati da aprire e da educare al consumo del vino e del Prosecco in particolare – continua Adami – è necessario esportare uno stile di vita nell’alimentare che ci è invidiato nel mondo. Il resto lo farà la qualità”.
Tema del Vinitaly sarà ‘il mondo che amiamo’, incentrato sulla valorizzazione e tutela del territorio e delle tradizioni in tutti i loro aspetti. Un aspetto che la Marca Trevigiana da sempre ha curato e su cui ha investito risorse e aspettative: “Il territorio e la sua salvaguardia, oltre alla sua promozione – conclude Adami – sono alla base della comunicazione dei valori unicizzanti di Conegliano e Valdobbiadene. Un buon prodotto nasce da un particolare terreno e con un particolare clima, di solito irripetibili”. Ci si augura che da qui, come proposto dal Ministro Luca Zaia, le colline della Marca Trevigiana ottengano davvero il riconoscimento di ‘patrimonio dell’Unesco’.