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E’ un’emozione davvero forte quella che si prova di fronte ad un’opera d’arte originale, mai esposta e riportata al suo splendore da un fresco e accurato restauro. Essere di fronte a un capolavoro che porta con sè una storia vecchia di centinaia di anni, immaginare dove è stato per tutto il tempo, come è stato ritrovato, come è stato dipinto e tramandato nel tempo, suscita sensazioni nuove e profonde e evoca tutta la forza del messaggio immortale che solo l’arte sa trasmettere.

Abbiamo accolto con onore e devozione il compito di fotografare e presentare la meravigliosa opera ritrovata della Scuola del Lotto e consegnamo la sua immagine ai trevigiani come a voler restituire qualcosa che in silenzio è appartenuta a questa terra da sempre.

E’ stato un viaggio affascinante che ci ha portati a scoprire e rivisitare opere uniche conservate anche nel nostro territorio e a ripercorrere la vita di un artista che ancora oggi ha tanto da insegnare. Inevitabile è stata una profonda riflessione sul valore che la Marca Trevigiana da parte sua dà all’arte e all’artista e più in generale alla cultura.

Quanto si scommette davvero oggi nei giovani talenti? Ci crediamo ancora? Quanto siamo disposti ad investire per premiare, riconoscere e promuovere l’arte? O piuttosto la cultura rischia di essere ridotta spesso a degradanti operazioni di marketing e di immagine?

Quanto può l’arte oggi essere portatrice di idee, di aiuto e sostegno, crescita e valore in modo genuino e vero, libero da regole di mercato e interesse?

Francesca Ambroso
Direttore responsabile

Promuovere le bellezze e l’unicità della Marca Trevigiana

La fine dell’anno si avvicina. Nella Marca Trevigiana iniziano a tornare i sapori dei mercatini, dei canti sotto l’albero, degli appuntamenti con la tradizione. Torna ovunque l’atmosfera che solo le Feste sanno dare. E per le Feste come al solito tutto è concesso…anche sognare. Anche se i problemi nell’aria sono tanti e la voglia di lasciarsi andare alle frivolezze è poca, questo è un periodo in cui abbiamo voglia di prenderci una pausa. Per respirare un po’ di magia e vivere nell’aria ovattata e intima che chiude ogni anno.Allora per una breve parentesi e nello spazio di qualche riga ci concediamo la possibilità di scrivere la nostra piccola favola di Natale.

Iniziamo noi di Marca Trevigiana. Noi che amiamo la nostra terra e la vorremmo senza divisioni e senza contrasti; noi che ci impegnamo davvero per promuovere le bellezze e l’unicità di quello che ci circonda, noi che vorremmo che tutto non fosse ridotto al solito frutto di calcoli, redditi, tornaconti e affari; noi che vorremmo condividere con tutti la felicità che possono dare i nostri borghi, le nostre radici, la nostra storia nel modo più genuino e semplice. Il nostro desiderio e l’augurio che facciamo a noi e al nostro territorio è quello di poter davvero costruire tanto insieme per un unico progetto, collaborando e pensando insieme e concentrando le energie di ognuno nella stessa direzione.
Che l’anno nuovo porti buoni frutti alla nostra terra e che le sappia riconoscere il valore che merita.

Ora la parola a voi. Un desiderio per la vostra terra, un sogno, un progetto, un pensiero. Per cambiare quello che non va o per migliorare o per inventare quello che ancora non c’è. Non diamo limiti ai desideri. Magari qualcuno sotto le stelle può cogliere e realizzare davvero ciò che altri credono impossibile.

In fondo il nostro lavoro è proprio quello di provarci. Aspettiamo in redazione le vostre piccole favole di Natale.

Francesca Ambroso
Direttore responsabile

Allarme di Confagricoltura: sono solo costi. Comparto in gravissima crisi

L’agricoltura veneta mette in bacheca altri sette gioielli riconosciuti con certificazione di qualità. Aglio bianco polesano, pesche veronesi, il formaggio Piave, i marroni di Monfenera, l’insalata di Lusia, Recioto e Amarone tra i vini. «Oltre al valore intrinseco, queste produzioni hanno un valore economico che le rende elementi fondamentali della nostra economia, agricola e non – sottolinea il ministro all’Agricoltura Luca Zaia – Le economie che ruotano attorno a questi prodotti sono solo parte del valore aggiunto che portano ai nostri territori».

Per il ministro «sono il volano di economie più larghe che passano attraverso i nostri territori, portando turismo o permettendo ad altri prodotti di uscire dai confini italiani». Parla di «poesia» il governatore del Veneto Giancarlo Galan: «Per me questo prodotti sono autentica poesia de magnifico saper vivere del Veneto, ma con la poesia anche gli auguri di ottimi affari ai poeti e cioè chi li coltiva» dice il presidente della Regione. Ed è proprio sul legame tra il riconoscimento dei marchi di qualità e l’aumento del valore del prodotto che punta la politica.

Strategia che tuttavia non vede del tutto d’accordo il mondo agricolo che si ritrova travolto dalla crisi con un calo degli occupati nel comparto attorno al 17 per cento e un crollo del 20 per cento del reddito agricolo. Confagricoltura questa mattina a Padova ha in agenda un vertice con i 500 quadri dirigenti e il mondo della politica. All’ordine del giorno quella che viene definita la ‘peggior crisi
del settore dal dopoguerra
‘ per colpa ‘dell’aumento dei costi di produzione, del calo dei prezzi all’origine e di forti perdite di reddito’. E i marchi di qualità non sembrano la soluzione. «Siamo chiaramente a favore delle certificazioni – spiega Sergio Bucci, direttore di Confagricoltura – ma c’è una certa inflazione. E purtroppo non c’è automatismo tra marchio e redditività del prodotto. Anzi alle volte rappresenta un costo in più per i produttori e non si riesce a trasferire il vantaggio dato dal riconoscimento di qualità sul prezzo finale. Ci dovrebbe essere una maggiore attività di marketing.

Per non parlare poi delle spese per mantenere le strutture dei consorzi di tutela ». Il quadro economico del comparto infatti resta complesso. Coldiretti a questo proposto denuncia un dimezzamento degli stanziamenti regionali dal 2003 al 2008 (da 201 a 127 milioni). Per far fronte alla crisi dell’agricoltura, la Regione ha attivato 100 milioni sotto forma di prestiti agevolati di conduzione a breve termine. «Finora sono state presentate oltre 2.800 domande di agevolazione creditizia per una media di liquidità che si aggira tra i 65 e i 70 mila euro per domanda – spiega l’assessore all’agricoltura e vice presidente Franco Manzato – La richiesta complessiva di contributo regionale sugli interessi si aggira sui 4,5 milioni di euro, rispetto ad una disponibilità di 4 milioni. La graduatoria sarà pronta entro il 22 dicembre»

Marco De Rossi

Fonte: Il Treviso 30.11.2009

Editoriale Dir. Francesca Ambroso

Sia in collina che al piano è un autunno, questo, che dà grande mostra di sè. Per quest’anno sembra che finalmente sia ritornata la famosa mezza stagione, quella che pareva non esserci più da un pezzo.

Lungo le strade e i viali dei centri storici, alle sponde dei fiumi e nelle distese della campagna, la Marca Trevigiana si sta ricoprendo d’oro, la terra si prepara ad addormentarsi con i suoi colori più belli, le sfumature più profonde, quelle che durano poco e che proprio per questo sono le più incantevoli. L’autunno, si sa, risveglia le emozioni più intime e improvvisamente viene voglia di tradizione, di tepore, di sensazioni ritrovate, un po’ come i sapori di una volta, i giovani di una volta, le strade di una volta sanno dare.

Lasciamo che si addormenti questa terra e prepariamoci a goderla appieno al prossimo risveglio. La Marca Trevigiana è proprio una fetta di verde, di quiete, di arte e di cultura da proporre: non solo ai trevigiani ma anche a coloro che, attratti dall’abitudine, la sfiorano per andare a prendere il sole in laguna o per passeggiare in montagna. La scelta delle proposte e degli spunti è di una vastità insospettabile per una sola provincia che proprio non ha nessuna intenzione di recitare una parte di comparsa, pur così pressata da vicini illustri come Venezia e le Dolomiti.

Ci crediamo davvero. Nei prossimi mesi il portale della Marca Trevigiana inizierà una presenza sempre più costante e massiccia nel territorio e fuori dalla provincia di Treviso: agli stranieri che passano dieci giorni a Venezia, ad esempio, siamo proprio sicuri che non si possano proporre due giorni nella Marca Trevigiana, il giardino di Venezia? Crediamo che si possa, e crediamo che ne saranno felici quanto noi. E non solo a Venezia, ma anche più in là, dal litorale adriatico alle grandi città, fino ai soggiorni montani.

La Marca Trevigiana ha molto da offrire, a tutti: a chi ama sedersi a tavola e godersi i sapori di una tradizione gastronomica unica, a chi adora il buon vino, a chi predilige passeggiare tra i gioielli artistici delle nostre città e dei nostri paesi, a chi sceglie la bicicletta, i percorsi in mountain bike, a chi viaggia in moto, a chi si rigenera camminando sui sentieri delle prealpi, davvero carichi di una natura non seconda ad altre realtà.

Il nostro scopo è quello di proporre questo inestimabile tesoro attraverso i contenuti e attraverso gli eventi che ogni giorno avvicinano il visitatore ad un pezzo della nostra cultura. Lo proponiamo tanto al trevigiano quanto a chi “arriva da fuori”, perchè sappiamo che sia per l’uno che per l’altro la Marca Trevigiana ha un dono speciale: e lo darà sempre, noi ci fidiamo.

ll Passaggio a DOCG non è un elemento trascinante per il vino di Valdobbiadene.
Marca Trevigiana intervista Carlo Caramel, Presidente della Canevel Spumanti SpA

A partire dal primo agosto 2009 tutto il Prosecco è stato protetto a livello comunitario ed internazionale come Denominazioni di Origine Protetta. E’ un riconoscimento che dovrebbe dare valore al lavoro svolto per la valorizzazione e la tutela di un vino che rappresenta l’Italia in tutto il mondo.

Ma qual è la realtà delle varie denominazioni? Quali sono le differenze e come è possibile fare chiarezza per rispettare, promuovere e valorizzare davvero un vino e la sua terra?

Secondo Carlo Caramel, Presidente della Canevel Spumanti SpA, la Marca Trevigiana ha perso il diritto di coltivare il vitigno di Prosecco in esclusiva. Il Prosecco era di Valdobbiadene. Di fatto invece oggi viene prodotto in nove province che comprendono Veneto e Friuli Venezia Giulia, la cosiddetta ‘nuova zona Prosecco DOC’. E’ davvero un passo avanti? Per certi aspetti sembra proprio di no. Vino dei colli e vino di pianura rischiano di essere confusi e trattati con la stessa moneta quando invece sono due prodotti nettamente differenti.

Che fine fa l’originaria zona di Conegliano Valdobbiadene, culla della produzione del Prosecco? Con l’allargamento della zona DOC è stato necessario dare alla zona della Marca un riconoscimento diverso, il tanto decantato DOCG che però, secondo Caramel, non ha nessun valore a livello internazionale ma è soltanto una sigla, tra l’altro incapace di abbindolare il mercato che non ha aggiunto alle uve in questione nessun plusvalore.

Qual è allora la soluzione? Secondo Caramel è assolutamente necessario identificare la DOCG come la zona migliore nominandola con chiarezza e semplicità, senza confondere il consumatore, come in realtà si sta già facendo. Per fare questo l’unica strada è chiamare la zona in questione con il nome proprio di territorio, un nome che vochi il vitigno che da anni le è associato. Valdobbiadene DOCG. Niente altro. Vini diversi quindi, ma differenziati per la zona di origine e produzione: Prosecco DOC, Valdobbiadene DOCG, Cartizze DOCG.

Dire Prosecco ormai è dispersivo. Occorre distinguere e promuovere per valorizzare la capacità di fare, di produrre, di proporre. Differenziare per esaltare i veri valori qualitativi.

Dal Prosecco ai Vini dei Colli Asolani fino a quelli della zona del Piave

Dal Prosecco ai Vini dei Colli Asolani fino a quelli della zona del Piave, la realtà e l’offerta enoturistica della Marca Trevigiana è sempre più ricca e di qualità. Le Strade dei Vini sono ormai diventate meta privilegiata dei turisti più attenti che, assieme alle ricchezze della buona tavola, scelgono itinerari ricchi di bellezza e fascino, arte e storia. Borghi, castelli, monumenti, chiese e santuari sono disseminati lungo tutti i percorsi enoturistici e sono un ottimo spunto per una vacanza o un breve soggiorno all’insegna della cultura.

Le Strade dei Vini della Marca Trevigiana

Le Strade dei Vini della Marca Trevigiana

Marca Trevigiana Magazine – Editoriale

Sono già passati sei mesi dal debutto. Un periodo breve ma abbastanza corposo per fare un primo bilancio su Marca Trevigiana e per fare una verifica sul lavoro svolto e su tutti i servizi e i canali presenti.

La direzione di questo portale, che mi onora, mi sta dando già molto, soprattutto nel rapporto con la mia terra. E’ un lavoro di studio e ricerca, sorretto da un’irresistibile passione per un patrimonio di ambiente, cultura, storia e tradizione che ritengo tra i più preziosi.

Le letture e l’approfondimento, la conoscenza con chi cura l’ospitalità nella Marca Trevigiana, con chi si adopera per organizzare, fare, inventare, con chi difende ogni giorno i sapori, il gusto e la nostra tradizione, tanto ricca quanto accogliente piuttosto che introversa, mi pongono di fronte tutto un mondo infinito di gesti antichi, idee nuove, valori radicati e profondi, uomini che si battono con coraggio per valorizzare, difendere, promuovere.

MarcaTrevigiana.it inizia il proprio cammino nell’aprile del 2003. Sono passati sei anni da quando una sera, per gioco, qualcuno ha voluto verificare se la presenza della provincia di Treviso in internet fosse all’altezza della propria bellezza e in linea con la promozione web di altre zone d’Italia come le Dolomiti, il Trentino, l’Umbria e la Toscana.

La risposta è stata delusione più che sconcerto. Tra il Grappa, il Piave ed il Livenza si stende una terra straordinaria, unica al mondo, e tanto fascino, tanta bellezza non avevano ancora trovato uno spazio degno.

Internet è la vetrina del mondo. Il mezzo di comunicazione più veloce e diffuso, più dei giornali e della televisione, ed ogni giorno l’utilizzo della rete aumenta: aumentano gli utenti, aumentano le connessioni e la possibilità di scaricare enormi quantità di dati. Non è un vezzo, una partigianeria di chi ci lavora. E’ un dato di fatto, un numero verificabile.

L’attenzione è globale e perciò non farsi trovare in internet significa scomparire quasi del tutto, non esserci. Che piaccia o no, oggi la presenza nel web è l’indispensabile biglietto da visita per chiunque abbia qualcosa da offrire.

Ho ereditato il progetto e la missione di chi è venuto prima di me con piacere e orgoglio perché sono convinta che la Marca Trevigiana abbia moltissimo da offrire. Lo scopo di questo portale è mettere in evidenza tutte le risorse alle quali possono avvicinarsi il viaggiatore, il turista, lo studioso, l’appassionato, lo sportivo, siano essi trevigiani o di passaggio. Un’infinita proposta per arricchire la propria cultura, per rilassarsi, per godere di una natura straordinaria quanto varia, per assaporare la varietà dei piatti e dei vini tipici, per incontrare una comunità aperta.

Una terra alla quale vengono riconosciuti quotidianamente primati a livello internazionale merita una vetrina in internet, ovvero nella piazza più popolata, all’altezza della propria importanza. Poter presentare degnamente la Marca Trevigiana, con dedizione, serietà ed entusiasmo, riscoprirne i luoghi e le tradizioni, contribuire a diffonderne i valori, è la nostra aspirazione più grande e il nostro principale impegno.

Per questo, dopo i primi mesi di assestamento siamo pronti a partire con tante nuove idee e novità, tante proposte per i trevigiani e per tutti i turisti, spunti diversi per guardare alla nostra terra in modo diverso e scoprirne ancora una volta le tante risorse e l’impareggiabile bellezza.

Francesca Ambroso
Direttore responsabile

Da domani a Valdobbiadene la rassegna dedicata a spumanti e bollicine italiani

Valdobbiadene – Si stappa domani la bottiglia dell’edizione 2009 del Forum Spumanti a Valdobbiadene. Per il quinto anno consecutivo, dal 3 al 7 settembre le bollicine d’Italia saranno di scena a Villa dei Cedri.

E saranno quattro giorni dedicati al “buongusto italiano”: degustazioni guidate, rassegne culturali ed espositive ma anche concerti e spettacoli di musica dal vivo.

La rassegna si presenta quest’anno più articolata e diffusa sul territorio con le anteprime di abbinamenti creativi e gli spettacoli musicali dal vivo offerti gratuitamente in alcuni ristoranti della provincia di Treviso che hanno aderito e collaborato. Il Forum, voluto dal comune di Valdobbiadene, ha luogo con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Sabato 5 settembre si terrà l’inaugurazione ufficiale con il Ministro Luca Zaia, l’arrivo della 100miglia del Prosecco con auto d’epoca e spettacoli nel parco secolare di Villa dei Cedri. In serata “Benvenute Bollicine” con la consegna dei Nastri d’Oro, d’Argento e di Bronzo ai vincitori dei premi dell’VIII° Concorso Enologico Nazionale: solo 42 vini premiati su 400 presentati.

Domenica 6 settembre sarà la volta dell’immancabile appuntamento “no-stop” con le 40 case spumantistiche italiane invitate, che presentano le loro migliori e più premiate 100 etichette del 2009, divise fra metodo classico, i Talento e l’italianissimo metodo Martinotti (alias charmat). Ospiti d’eccezione alcuni piccoli produttori di Champagne. Alle 17 in piazza Marconi a Valdobbiadene grande concerto musicale dal vivo di Paola Turci con ingresso gratuito.

Fonte: Oggi Treviso 02.09.2009

«Un piatto imperdibile? Il risotto al radicchio di Treviso: sapore e storia del territorio»

Il fiore all’occhiello è la tutela del Prosecco, fresco di marchio DOCG. Ma no solo. Il ministro all’Argicoltura Luca Zaia sul tavolo mette gli obiettivi raggiunti per difendere i prodotti veneti. «Il decreto che prevede la protezione comunitaria il Prosecco è una grande vittoria per il Veneto – spiega – Dall’1 agosto la DOC Prosecco e le due DOCG storiche saranno protette come DOP nel registro comunitario. Ma non è l’unico risultato a favore dell’agricoltura del Veneto, sinonimo di qualità ed eccellenza». In questo senso indica «la recente bozza di decreto sull’etichettatura del latte, strumento importante per gli oltre 4500 allevamenti del Veneto». Il ventaglio dell’offerta enogastronomica regionale è ampio. Preferenze? «Il giacimento veneto è straordinario, io però adoro un piatto in particolare: il risotto con il radicchio
di Treviso – sottolinea – Lo consiglio a chiunque voglia fare un’esperienza che comprenda sapore e storia di questo territorio».

E proprio il cibo per il ministro «fornisce un appeal particolare all’offerta turistica veneta, che già presenta diversi punti di forza – dice – I piatti si basano sui prodotti d’eccellenza della nostra agricoltura, garanzia anche per la sicurezza alimentare». Per Zaia infatti «l’enogastronomia veneta racconta dell’ identità e della tradizione della regione, ma ha nel dna un cosmopolitismo radicato nella storia di questi territori». Territori appunto che dall’enogastronomia e dall’agricoltura hanno tratto identità e forza. Anche in momenti di crisi.

«Oggi una risorsa strategica per l’agricoltura del Veneto è rappresentata dai giovani – sottolinea Zaia – Sono in grado di portare innovazione al comparto e garantire che gli aspetti peculiari della nostra tradizione non vadano persi. Per questo ho sempre prestato grande attenzione ai ragazzi che lavorano in agricoltura e con i ministri Bossi e Tremonti stiamo lavorando a una riforma che dia terreni demaniali ai giovani che vogliono fare gli agricoltori». Misura che «in particolare in Veneto, permetterebbe di abbattere le barriere all’entrata visto il costo elevato dei terreni e spalancare le porte dell’agricoltura ai nostri giovani» assicura Zaia. Si tratta di provvedimenti importanti per un settore in difficoltà. «Il comparto in Veneto conta 144mila 604 aziende, 74 mila occupati e un patrimonio di 39 denominazioni – dice – Ha nel dna le caratteristiche per agganciare la ripresa, un settore solido e competitivo che ottiene buoni risultati anche per quel che riguarda l’export. Può trainare l’economia fuori dalla crisi ». E per il futuro Zaia punta su «qualità, eccellenza, difesa comunitaria delle identità produttive. E sarà in prima persona in Europa a negoziare».

Fonte: Il Treviso 29.07.2009

Gli Agnelli che ne sono proprietari non hanno accettato la proposta del comodato d’uso

Treviso – Gli Agnelli non ne vogliono sapere di restituire i bassorilevi del Canova che erano stati sottratti indebitamente a Villa Albrizzi Fianchetti. La ricca famiglia torinese ha rifiutato la proposta della Procura di Treviso di concedere in comodato d’uso le prezione opere per poterle esporre al pubblico nella villa lungo il Terraglio. Il valore delle sculture ammonta  a 5 milioni di euro. Gli antichi gessi del Canova, raffiguranti episodi della vita di Socrate, realizzati tra il 1787 e il 1792, erano stati venduti dal barone Fianchetti nel 1971 ad un antiquario bresciano, quindi acquisiti dai Lucchini, una famiglia di industriali dell’acciaio che negli anni Novanta li cedettero agli Agnelli.

La prima vendita fu illegale. In pratica il conte Francesco Nanuk Franchetti, quando vendette la villa alla Provincia di Treviso inserì illegalmente nel contratto una clausola che prevedeva che le opere del Canova fossero considerate «cose mobili di sua proprietà in quanto costituenti collezione privata». La vicenda penale sulla vendita illegale dei gessi fu archiviata per la morte del conte Nanuk.

Ma restò aperta la questione della proprietà e disponibilità dei gessi. Dalla Marca in quesiti anni vi furono molti contatti con la famiglia torinese. Si spese in prima persona anche il procuratore Antonio Fojadelli. Il magistrato propose alla Provincia di percorrere la via del comodato d’uso. In pratica gli Agnelli avrebbero mantenuto la proprietà dei gessi, mentre la Provincia avrebbe potuto esporli, naturalmente con l’obbligo di restituirli. La richiesta non è stata, però, accolta.

E da Treviso parte un altro accorato appello da parte dell’assessore provinciale alla Cultura Marzio Favero che chiede agli industriali dell’auto di “mettersi una mano sulla coscienza”. Ora i gessi rientrano nell’asse ereditario contestato da Margherita Agnelli ai curatori del patrimonio del padre, fra cui l’avvocato Grande Stevens.

Fonte: Oggi Treviso 02.07.2009

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